
Una volta, osservando le mura di Palermo, un archeologo mi disse che le pietre ci parlano.
“Vedi quella parte? Quei grossi conci squadrati? Quelle sono le mura originarie, quelle puniche … poi se vedi sopra, le pietre cambiano forma, diventano più piccole, è un intervento successivo.
“Vedi quella parte? Quei grossi conci squadrati? Quelle sono le mura originarie, quelle puniche … poi se vedi sopra, le pietre cambiano forma, diventano più piccole, è un intervento successivo.
Ecco se osservi le pietre ti spiegheranno come e quante volte sono cambiate le mura.”
E’ un modo molto suggestivo di leggere i cambiamenti.
Cominciare a guardare tutto quello che ti circonda per strati.
Strati che si sovrappongono senza mai confondersi.
Il nuovo si adagia sul vecchio.
E’ una sovrapposizione forzata, una violenza su ciò che è stato.
Necessaria, ma triste come lo è ogni cambiamento.
“Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli o pecore, continueremo a crederci il sale della terra”.
Ci adattiamo noi siciliani ai cambiamenti, siamo bravissimi in questo. Del resto “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
E noi eccelliamo in questo: cambiare perché niente di ciò che è stato venga sradicato.
Così non bastano le stratificazioni di roccia fluida. Si copre il vecchio con pennellate di azzurro e con cerchietti bianchi.
Il nuovo non si limita solo a stratificarsi sul vecchio, prova ora anche a sovrapporsi.
Tutto perché nulla cambi
Colonna sonora: Prima era Prima (Daniele Silvestri)
E’ un modo molto suggestivo di leggere i cambiamenti.
Cominciare a guardare tutto quello che ti circonda per strati.
Strati che si sovrappongono senza mai confondersi.
Il nuovo si adagia sul vecchio.
E’ una sovrapposizione forzata, una violenza su ciò che è stato.
Necessaria, ma triste come lo è ogni cambiamento.
“Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli o pecore, continueremo a crederci il sale della terra”.
Ci adattiamo noi siciliani ai cambiamenti, siamo bravissimi in questo. Del resto “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. E noi eccelliamo in questo: cambiare perché niente di ciò che è stato venga sradicato.
Così non bastano le stratificazioni di roccia fluida. Si copre il vecchio con pennellate di azzurro e con cerchietti bianchi.
Il nuovo non si limita solo a stratificarsi sul vecchio, prova ora anche a sovrapporsi.
Tutto perché nulla cambi
Colonna sonora: Prima era Prima (Daniele Silvestri)