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giovedì 4 ottobre 2007

AND


Cosa ci fa un ingegnere in una rivista di Architetture, città ed Architetti?La risposta è in una parola che spesso salta fuori in questo blog: WOZ.
WOZ è un laboratorio di design in cui la vis creativa non agisce solo sulle cose ma anche sulle persone.
Capita così che si creino unioni, che legano, Firenze con Palermo, Palermo con Campobasso, Campobasso con Torino.
Ed AND è per l’appunto una congiunzione.
Lo tengo orgoglioso tra le mani, mentre leggo e ripenso a quei giorni a Maletto.

Mimmo Caruso, Alberta de Benedictis, Attilio Patania. Attraverso una fantasiosa rielaborazione della segnaletica del paese, si tenta di far primeggiare la dimensione umana… il progetto ha voluto essere metafora della goliardia, dei sorrisi che hanno caratterizzato questi giorni...

Lo sfoglio ed, osservando i progetti, rivedo i volti.Confondo nella mia testa sorrisi ed idee.
Giulia cara, credo davvero che tu sia riuscita "a fare di più".

Colonna Sonora: Rainbow as my hat (the Second Grace)

martedì 28 agosto 2007

WOZ, the movie

Grazie a Scri... per il contributo fotografico

giovedì 3 maggio 2007

Ritorno da WOZ


Le situazioni border line sono sempre le più complicate da gestire, specie se il confine da percorrere con l’audacia di un equilibrista è quello che separa le favole dalla realtà.
Facciamo di Maletto un paese a misura di bambino, giochiamo con i folletti e le fate di questo paese”.
Sembra innocuo come progetto quello di WOZ, ma la materia dei sogni è fragile ed è facile varcare i confini della realtà, specie se si ha a che fare con gli spiriti del bosco.
Penso che in questo viaggio u scavuzzu abbia giocato con noi come Puck in “Sogno di una notte di mezza estate”.
Questa incarnazione malettese di Robin Goodfellow si è proprio divertita a scavare tra le idee dei wozzers, giocando con le nostre percezioni.
Così accade che decine di Scavuzzu appaiono per Maletto.
Capita che Scavuzzu, incontrando una bimba bionda di tre anni, le spieghi come vede lui il suo paese.
C’è persino chi, convinto che WOZ abbia evocato un’allucinazione, si interroga sul perché abbia risposto a due semplici domande: “Dove? E Quando?”
Qualcuno lascia che il SOLE CALDO scomponga la sua luce bianca in migliaia di colori.
C’è chi incontra sé stessa per strada.
Tutto è confuso quando giochi con favole e sogni.
Lo confesso anche io ho incontrato scavuzzu, non ricordo il suo nome ma aveva le fattezze di una bimba di non più di nove anni.
Mi si avvicina mentre con la mia amica Alberta, sbocconcello patatine fritte seduto su un gradino:
Tu sei Mimmo?”
“Sì”
“E lei chi è?”
Decido di prenderla in giro, una piccola bugia per scherzare con lei. Sono io l’ingenuo, visto che ho davanti u scavuzzu.
“Lei è la mia fidanzata”
“Seee non è vero è troppo bella per te”
Ecco in una frazione di secondo vengo messo alla berlina da scavuzzu.
E poi tu non sei vero, tu sei un peluche mentre lei è reale … e poi le donne sono tutte belle mentre i maschi no …”
Sorrido, scavuzzu mi prende in giro ma non posso fare a meno di sorridere.
A casa Carla mi comunica che qualcuno ha buttato i sogni che i bambini di Maletto avevano scritto su dei fogli di carta e appeso ad un albero dentro delle bottiglie.
“Li ho raccolti tutti, ora sai che faccio li metto in una pentola e li brucio sul balcone”
Mentre mi spiega quello che vuole fare sembra una strega di Wicca, ma quando si ha a che fare con le favole niente sembra poi così fuori dall’ordinario.
Ritorna dopo un po’ con una pentola piena di cenere.
“Dove la posso buttare questa?”
“Mah, non saprei vedi un po’ tu”
“… Fatto! … l’ho buttata nel gabinetto”
Ecco dove finiscono tutti i sogni dei bambini: nel cesso!
L’ho sempre detto la materia con cui sono fatti i sogni è fragile ed instabile, persino scrivere dei sogni cela dei rischi, e vi confesso che proprio adesso, mentre le dita sfiorano il portatile, non mi sento mica tanto in me.


Colonna sonora: Canzone a manovella (Vinicio Capossela)

domenica 29 aprile 2007

29


29 è il giorno, 29 gli anni trascorsi … viene quasi voglia di giocarlo questo numero così per capire se è stato un anno fortunato il ventinovesimo vissuto.
Ma una coincidenza numerica per un ingegnere non deve mai passare inosservata … occorre un luogo particolare, un evento speciale … un WOZ
E allora si parte per Maletto.
Si incontrano amici che non riesci a vedere quanto vorresti, se ne conoscono di nuovi.
Nuove immagini, nuove voci che per strada mi gridano: “MIIIIMMOOOOO” così senza un perché solo per il piacere di gridarlo, di sentirne il suono.
Sì! 29, questo numero va proprio giocato … non sia mai che mi porti fortuna!
(Foto di Albi)

Colonna sonora: Mokarta (Kunsertu)