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sabato 29 dicembre 2007

Sushi alla carrettiera


Pare che il capretto a Natale non sia cool.
Pare che la lasagna faccia troppo provinciale.
Pare che il panettone non sia “fino”
Mia zia ha deciso di sbizzarrirsi col cinghiale, degno successore del brociolone in simil-agnello dello scorso anno.

“Tu ,che sei l’assaggiatore di casa, com’è?”
“Miiiii troppo buono!”
“Hai visto che gli è piaciuto il lacerto di cinghiale a tuo nipote?”
“Ah cinghiale era? Non erano melanzane?”

Meno originale suo cognato che a tutti i pranzi festivi ha deciso di portare un mega profitterol al pistacchio.
Buono per carità!
Una volta!
Ma per tre giorni di seguito?
Che c’era una svendita?
Secondo me ha pensato: “Talè siccome gli è piaciuto una volta, andiamo sul sicuro!”
Il colpo di grazia è arrivato da un mio amico.
Convinto che mangio arancine pure col caffellatte, ha deciso di nobilitare il mio palato portandomi a mangiare sushi.
Ci accoglie una tizia uscita da un film di Akira Kurosawa.
E si sa che nei film di Kurosawa c’è sempre qualcuno che muore.
La tizia esordisce cazzìandoci perché ancora non abbiamo lavato le mani con la tovaglietta bollente.
La porta via e la riporta nuovamente ancora più fumante di prima.
Rimediamo, interrogandoci sull’eventualità di improvvisare un bidet.
Iniziamo a mangiare.
Tutto buono per carità. E chi ci deve dire niente!
Ma sinceramente di simulare un orgasmo ad ogni boccone come faceva il mio amico, proprio non me la sono sentita!
L’unica cosa che vorrei sapere è chi ha soprannominato il wasabi, salsa dell’amicizia.
Per quanto mi riguarda, appena l’ho assaggiata, mi sono sentito nemico del mondo!

Colonna sonora: Citrosodina granulare (Sergio Caputo)