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giovedì 13 marzo 2008

Mondanità

- Ciaaaaooo
- (Chi sei?) Ciao
- Come staaaiii?
- (Prima che mi salutassi intendi?) Apposto!
- Ti devo presentare una persona…
- (Ma TU chi seeeeeiii?) …
- La conosci?
- (Iiiiiiooooo? Ma se non conosco nemmeno te!) Credo di no
- Pensavo vi conosceste!
- (Sul serio, ma se vi do dieci euro l’uno ve ne andate?) …
- Lui scrive per “So and So magazine”
- (Davvero?... poveriiiiinoooo!) Ah sì?
- Lo leggi?
- (Iiiiioooo???) Mah è più un prodotto di nicchia!
- Sì sì, é molto carino… ci vediamo, eh?
- (Contaci!) Come no!


Colonna sonora: La festa di Gigin (Folkabbestia)

sabato 23 dicembre 2006

Te piace 'o presepe?


A casa mia si è fatto sempre l’albero! Mia madre, barocca nell’animo, lo addobba sfidando qualsiasi legge del buon gusto e canone estetico. A casa dei miei amici gli alberi di natale hanno solo palline dorate o campanellini di vetro o dei semplici fiocchi rossi. Da me l’albero di natale diventa una metropoli, un microcosmo di eventi e personaggi con storie che si intrecciano al pari della peggior sceneggiatura di Beautiful.
Andiamo per ordine:
Il puntale: mia madre ogni 2 anni ne compra uno. Il risultato? Siccome gli altri non vanno sprecati vengono inseriti tutti sui rami più alti con un effetto cactus spaziale anni 70 molto trash. Il nuovo arrivato è una renna sorridente, non capisco cosa abbia da ridere con un ramo di pino su per il colon.
Le luci: lucine ad intermittenza (ogni 10, 8 fulminate), candele, stelline, led. A casa teniamo le tapparelle abbassate per paura che un boeing scambi il nostro salone per Punta Raisi.
Le palle: sono come i fiocchi di neve, non ne esistono due uguali.
Ed inoltre: il pinocchio di legno scalatore, la coppia di pettirossi con piume vere, il Babbo Natale boscaiolo, la bomboniera in porcellana del battesimo di mia cugina, un piccolo sassofono e perline colorate … un fottìo di perline colorate.
“Hai visto l’albero quest’anno che è venuto bello?”
“Mamma ma non potevamo fare il presepe per cambiare?”

“Che ti metti a fare queste cose strane …”
Per quanto sui generis sia il nostro albero di Natale, effettivamente mia madre non ha tutti i torti. Si è iniziato negli anni ’80 inserendo Maradona vestito da pastorello, per poi introdurre Totò e Troisi, Bossi e Berlusconi, Moana Pozzi e quest’anno persino i pacs.
E pensare che da piccolo, già nel presepe canonico, pensavo ci fosse un grande intruso: u’ scantato du presepe. Perché dite quello che volete ma nessuno mi toglie dalla testa che quel pastorello con la bocca spalancata ha la residenza a Palermo, quartiere Montegrappa. Lo scanto è una peculiarità innata del palermitano. Dai Greci c’è rimasto il termine ‘ntamato dal verbo thaumazo = meravigliarsi, dagli Arabi allallato = colui che ha visto Allah. Ogni popolo ha coniato un termine per descrivere il nostro scanto da stupore.
Qualsiasi evento, infatti, piccolo o grande che sia, purché straordinario, blocca il palermitano in un’espressione di meraviglia che si concretizza in un “biiiii ma che sta succedendo?”.
Un incidente in viale Lazio; Il rifacimento delle condutture; Una lite a casa dei vicini del piano di sopra; il palermitano si ferma, lascia tutto in asso e guarda e ascolta.
Figuriamoci se di fronte alla nascita di nostro Signore, un palermitano non faceva lo scantato per duemila anni.
Colonna sonora: I'll be home for Christmas (Diana Krall)

martedì 19 dicembre 2006

Caro Babbo Natale ...



Esimio Dott. Santa Claus,
Mi scusi se Le scrivo in un periodo che so essere estremamente faticoso per Lei. So che Lei al momento è particolarmente oberato dal lavoro, tuttavia La prego di soffermare la Sua attenzione qualche minuto su queste poche righe.
Come Lei sa il Santo Natale lascia il passo all’anno nuovo e prima che finisca l’anno in corso è sempre naturale fare dei bilanci.

Il mio bilancio è tutto sommato positivo, è vero ci sono state delle perdite ma anche grossi utili, credo che nel complesso il mio rating sia più che accettabile. Ho in attivo una splendida famiglia, tanti amici che adoro, un lavoro che amo, vivo in una delle città più affascinanti del mondo. Cosa mai chiederLe quest’anno?
Beh forse per me niente, tutto sarebbe superfluo, ma siccome credo che soprattutto a 28 anni valga sempre la pena chiedere qualcosa a Babbo Natale, Le invio lo stesso una breve lista di regali:

Per mia mamma una ricetta che abbia tra gli ingredienti tutta la sua dolcezza.
Per mio padre un figlio in gamba, che lo renda sempre orgoglioso.
Per mia nonna una carezza che non la faccia mai aver paura.
Alla mia migliore amica, la gioia dell’estate
Alla mia amica dal bel sorriso, un palloncino a forma di cuore sempre in volo su nel cielo, perché quando si guarda in “alto” le lacrime non possono cadere.
Ad Albi una 'Hug Shirt', perché possa abbracciare il mondo
A chi mi ha regalato per prima il sorriso dopo tanti giorni di lacrime, la mia eterna gratitudine.
A Barbi un bel concerto nella sua adorata Palermo
A colei che per tanto tempo ha avuto un posto privilegiato alla mia tavola, uno scrigno per conservare ed apprezzare tutti i tesori che possiede e tutti quelli che ancora la vita le donerà.
Alla mia città tanti pittori che ne esaltino i colori
E per me Esimio Dott. Santa Claus …
(Scusami ma, nonostante l’età, proprio non riesco ad essere formale con te)
… E per me caro Papà Natale il dono più bello: in ogni caso conserva ciò che di buono c’è nel mio cuore.

Colonna sonora: Ovunque proteggi (Vinicio Capossela).