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giovedì 20 maggio 2010

Conversando con Gino Carista

"A me mi piace il rock forte, quello pulito tipo Ciuc Berri... ... anche il jazz è troppo bello, c'ho cd di Nina Simone, Luì Aimmstrong... ogni tanto li ascolto la sera... poi mi vunciano i tenerumi e cci levo mano!"


Colonna sonora: Felling good (Nina Simone)

venerdì 21 marzo 2008

Joy


Giovedì sera.
Passi silenziosi si muovono per le strade.
Al chiuso di un teatro delle note li accompagnano.
Sono note morbide come un cespuglio di capelli.
Entrano nelle chiese quei passi.
E’ la notte dei Sepolcri!
Dita bianca accarezzano un pianoforte.
A volte passeggiano sui tasti bianchi e neri ed a volte corrono.
Ti vedo e ripenso ai nostri passi.
Un uomo bacia il suo pianoforte.
Io bacio te.
Vorrei bloccare quel momento così come vorrei farlo per tutti quelli passati insieme.
Eppure mi chiedo:
«E' possibile fare una foto in santa pace con la propria ragazza senza che il solito buffone si metta in mezzo?»

Colonna sonora: Scherzo n°1 (Giovanni Allevi)

mercoledì 28 novembre 2007

L'amore in poche note

Capita a volte di aver voglia di accorciare le distanze.
Capita a volte di volerlo fare usando le parole.
Capita a volte che quelle parole, siano parole d’amore.
Capita che qualcuno legga quelle parole e decida di fare un regalo agli amanti.
Ringrazio Daniela che ha voluto regalare un po’ di musica a quelle parole.

Una mia amica sostiene che certe cose vanno fatte sì in rete… ma solo se sopra la rete c’è un materasso!

giovedì 1 marzo 2007

Quale è il vostro ritmo?


In questo blog la musica ha un ruolo fondamentale e da qualche giorno penso a quale possa essere l’identità musicale di noi siciliani.
Un popolo che ha subito tante dominazioni dovrebbe aver potuto arricchire il proprio patrimonio culturale di un ritmo che lo identifichi. Eppure no non riesco a trovare uno stile musicale, un ritmo che caratterizzi la Sicilia in maniera particolare rispetto ad ogni altra regione del Sud-Italia.
Se penso alla tradizione musicale della mia isola immagino tarantelle, ritmi tribali convulsi, legati a feste in cui sacro e profano si mescolano. Penso a tamburi e scacciapensieri che scandiscono la gioia per un raccolto abbondante. Penso a nenie travolgenti in cui la disperazione viene nascosta da armonie frenetiche e gioiose.
Basti pensare a Vitti ‘na crozza, è una canzone che parla di guerra; la guerra vista attraverso gli occhi di un teschio.
Non riesco a pensare ad un’immagine tanto triste e feroce, così difficile da accettare, eppure avete presente il ritornello vero?

E TRALLALLERO LALLERO LALLERO LALLERO LALLERO LALLERO LALLA’.

Di fronte alla tragedia che facciamo? Ostentiamo la nostra gioia per la vita che continua.
Qualche sera fa, sono stato invitato ad un concerto Jazz allo Spasimo. L’artista, ammetto per me sconosciuta, è Josè Rallo, una spumeggiante donna che ha deciso di sposare la sua passione per la musica al suo lavoro di produttrice vinicola.
Mi aspetto trombe e contrabbassi che si perdono in ritmi dixieland, swing o hard bop. La mia idea di concerto jazz non poteva essere mai disattesa in maniera così piacevole.
Vengo travolto da ritmi brasiliani, sono seduto ma tutto il mio corpo segue la musica, mi guardo intorno: non sono il solo. L’armonica di Giuseppe Milici cattura applausi così come il pifferaio magico irretisce sorci.
Josè Rallo con un sorriso ricco di gioia canta “Sono triste” perché spiega: "Quando sei triste il Samba è la sola cosa che riesca a farti sorridere."
Samba da sam (paga) e bà (ricevi). Vorrei che questo fosse il ritmo delle mie giornate, una musica in cui le conseguenze di una scelta vengono ripagate con un sorriso.

Colonna sonora: Sicily (Josè Rallo)