giovedì 3 maggio 2007

Ritorno da WOZ


Le situazioni border line sono sempre le più complicate da gestire, specie se il confine da percorrere con l’audacia di un equilibrista è quello che separa le favole dalla realtà.
Facciamo di Maletto un paese a misura di bambino, giochiamo con i folletti e le fate di questo paese”.
Sembra innocuo come progetto quello di WOZ, ma la materia dei sogni è fragile ed è facile varcare i confini della realtà, specie se si ha a che fare con gli spiriti del bosco.
Penso che in questo viaggio u scavuzzu abbia giocato con noi come Puck in “Sogno di una notte di mezza estate”.
Questa incarnazione malettese di Robin Goodfellow si è proprio divertita a scavare tra le idee dei wozzers, giocando con le nostre percezioni.
Così accade che decine di Scavuzzu appaiono per Maletto.
Capita che Scavuzzu, incontrando una bimba bionda di tre anni, le spieghi come vede lui il suo paese.
C’è persino chi, convinto che WOZ abbia evocato un’allucinazione, si interroga sul perché abbia risposto a due semplici domande: “Dove? E Quando?”
Qualcuno lascia che il SOLE CALDO scomponga la sua luce bianca in migliaia di colori.
C’è chi incontra sé stessa per strada.
Tutto è confuso quando giochi con favole e sogni.
Lo confesso anche io ho incontrato scavuzzu, non ricordo il suo nome ma aveva le fattezze di una bimba di non più di nove anni.
Mi si avvicina mentre con la mia amica Alberta, sbocconcello patatine fritte seduto su un gradino:
Tu sei Mimmo?”
“Sì”
“E lei chi è?”
Decido di prenderla in giro, una piccola bugia per scherzare con lei. Sono io l’ingenuo, visto che ho davanti u scavuzzu.
“Lei è la mia fidanzata”
“Seee non è vero è troppo bella per te”
Ecco in una frazione di secondo vengo messo alla berlina da scavuzzu.
E poi tu non sei vero, tu sei un peluche mentre lei è reale … e poi le donne sono tutte belle mentre i maschi no …”
Sorrido, scavuzzu mi prende in giro ma non posso fare a meno di sorridere.
A casa Carla mi comunica che qualcuno ha buttato i sogni che i bambini di Maletto avevano scritto su dei fogli di carta e appeso ad un albero dentro delle bottiglie.
“Li ho raccolti tutti, ora sai che faccio li metto in una pentola e li brucio sul balcone”
Mentre mi spiega quello che vuole fare sembra una strega di Wicca, ma quando si ha a che fare con le favole niente sembra poi così fuori dall’ordinario.
Ritorna dopo un po’ con una pentola piena di cenere.
“Dove la posso buttare questa?”
“Mah, non saprei vedi un po’ tu”
“… Fatto! … l’ho buttata nel gabinetto”
Ecco dove finiscono tutti i sogni dei bambini: nel cesso!
L’ho sempre detto la materia con cui sono fatti i sogni è fragile ed instabile, persino scrivere dei sogni cela dei rischi, e vi confesso che proprio adesso, mentre le dita sfiorano il portatile, non mi sento mica tanto in me.


Colonna sonora: Canzone a manovella (Vinicio Capossela)

5 commenti:

SCRI...... ha detto...

La bambina ha decisamente buon gusto!!!

spiff ha detto...

WOZ! Che bello... :-)

Bulgakov ha detto...

Scri, allora ci sei cascata pure tu! Non era una bambina, eravamo sotto l'effetto allucinogeno delle patatine fritte.

kilgore trout ha detto...

O piuttosto, eravamo tutti l'allucinazione collettiva di chi noi sappiamo chi... Scavuzzu compreso!!!

Bulgakov ha detto...

kilgore trout a volte le tuechiavi di lettura riescono a sbalordirmi ... di una cosa però sono certo, se sono l'allucinazione di qualcuno, questo deve avere assunto qualcosa di verameeeeente pesante