Tutti fanno foto…
Tutti!
Te le trovi dovunque.
Tutti novelli principi dell’obiettivo, esperti di filtri e still life.
Anche qui in questo locale all’aperto.
Foto di donne tristi.
Pezzi di corpi immortalati.
Una sigaretta.
Una macchina da scrivere nera.
Immagini tristi.
Immagini che sono messe lì solo per il piacere di deprimere.
Bevo un sorso di vino.
«La tessera è cinque euro e vale solo per oggi, ma è compreso un bicchiere di vino ».
Per poco non lo risputo nel bicchiere, il vino.
Mi ricordo che mia nonna metteva i piatti sporchi da lavare dentro un bagno di acqua e non so quale indefinita mistura di detersivi.
Una volta l’assaggiai… il sapore era nettamente migliore del bicchiere di bianco in omaggio.
A saperlo prima gliene davo dieci di euro se il vino se lo tenevano.
Una cicciona seduta su una panchina viene proiettata sul muro, mentre le foto riciclate di La Chapelle aggiungono tristezza a quelle nuove.
Ventenni in piedi aspettano di crescere…
La loro attesa vicino a me, seduto, mi mette ansia.
Magliette sparse dentro cassette della frutta, libri dalle forme strane, che non si sa bene come vadano letti.
Un tizio mette chillout, degno sottofondo di questo carrozzone di cose che hanno la pretesa di essere belle.
Esco dopo dieci minuti
È come se questo locale alla Kalsa sia stato bombardato una seconda volta.
Colonna sonora: Flute Fantasy (DJ Nasha)