venerdì 4 luglio 2008

Il locale concettuale


Tutti fanno foto…
Tutti!
Te le trovi dovunque.
Tutti novelli principi dell’obiettivo, esperti di filtri e still life.
Anche qui in questo locale all’aperto.
Foto di donne tristi.
Pezzi di corpi immortalati.
Una sigaretta.
Una macchina da scrivere nera.
Immagini tristi.
Immagini che sono messe lì solo per il piacere di deprimere.
Bevo un sorso di vino.
«La tessera è cinque euro e vale solo per oggi, ma è compreso un bicchiere di vino ».
Per poco non lo risputo nel bicchiere, il vino.
Mi ricordo che mia nonna metteva i piatti sporchi da lavare dentro un bagno di acqua e non so quale indefinita mistura di detersivi.
Una volta l’assaggiai… il sapore era nettamente migliore del bicchiere di bianco in omaggio.
A saperlo prima gliene davo dieci di euro se il vino se lo tenevano.
Una cicciona seduta su una panchina viene proiettata sul muro, mentre le foto riciclate di La Chapelle aggiungono tristezza a quelle nuove.
Ventenni in piedi aspettano di crescere…
La loro attesa vicino a me, seduto, mi mette ansia.
Magliette sparse dentro cassette della frutta, libri dalle forme strane, che non si sa bene come vadano letti.
Un tizio mette chillout, degno sottofondo di questo carrozzone di cose che hanno la pretesa di essere belle.
Esco dopo dieci minuti
È come se questo locale alla Kalsa sia stato bombardato una seconda volta.

Colonna sonora: Flute Fantasy (DJ Nasha)

3 commenti:

SCRI...... ha detto...

Che se poi è questo il fine, deprimere, allora sì che si è disposti a pagare di più perchè una foto, in una calda estate, rubi l'anima e trasmetta sensazioni. Il resto lo lasci volentieri lì, a rappresentare il brutto, e che almeno non abbia pretese di essere altro ... è pur sempre ESTATE!

matita D ha detto...

Già...c'ero anch'io. Tardi però, verso le 23:30, e volevano pure farci pagare la tessera ma..senza vino, senza spettacolo, tranne quello che tu hai perfettamente descritto.
Il tempo di provare un grande sconforto senza consumazione, se non quella dei loro cervelli e di quelle pareti.
E già...proprio vero: sembra un secondo bombardamento.

Anonimo ha detto...

hai detto bene: è esattamente così.