Gli amici miei possono fare quello che vogliono.
L'arancinA è rigorosamente femmina.
Non si abbordano nei commenti scrittori diversi dal sottoscritto.
M.C.N.
Se l'avessi conosciuto l'avrei chiamato "zio", quest'uomo magro e bianco come un nannò
LA SCAFFA (di Renzino Barbera)
Sintissi amico mio, non mi dicissi camurrusu ma c’è purtusu e purtusu. La scaffa siciliana è un’altra cosa: scaffa che vale! Non è la scaffa usuale, settentrionale, che campa massimo ‘na simana e menza ed è senza esperienza. Noialtri abbiamo scaffe greche, scaffe Normanne, scaffe d’Aragona, E uno… ci si affeziona! Io ne canuscio una, alla circonvallazione Ca è pi mia come una passione: la vitti nascere. Fui alla sua prima comunione (tra idda e un copertone). Ora ch’è fatta granni: ne ha fatto danni. Quando ci passo sto con gli occhi bassi… Idda che fa? Mi arriconosce e mi cafudda un colpo Accussì, per confidenza, e sospensione me ne scassa menza. Avantieri passai e non sentii niente… Che dispiacere! Tornai precipitosamente. “Vuoi vedere che la tapparono, ‘sti disgraziati”? Ma quannu mai! Erano due carri armati Ca dintra ‘a scaffa s’avevano sdirrupati. Lei era la, bedda e sciacquata, che mi guardava, tutta innamorata.