
L’evocazione di un luogo è un rito strano. Le sensazioni ad esso legate, spesso dormienti o celate, se portate alla luce dirompono come un tumore dell’anima, che si espande in innumerevoli metastasi: i ricordi.
Una conferenza sull’Ordine templare, un’immagine proiettata mi riporta a Tomàr.
Il sole nel pullman preso di corsa, dopo una richiesta importante, una preghiera mai esaudita o forse esaudita nel migliore dei modi, fatta in un luogo dove le richiesta importanti arrivano in cielo attraverso vie preferenziali.
L’arrivo, la ricerca, la salita.
Il Convento di Cristo.
Decine di chiostri.
Una conferenza sull’Ordine templare, un’immagine proiettata mi riporta a Tomàr.
Il sole nel pullman preso di corsa, dopo una richiesta importante, una preghiera mai esaudita o forse esaudita nel migliore dei modi, fatta in un luogo dove le richiesta importanti arrivano in cielo attraverso vie preferenziali.
L’arrivo, la ricerca, la salita.
Il Convento di Cristo.
Decine di chiostri.
Una finestra che mozza il fiato traviando lo sguardo, perso tra i simboli.
La ricerca del silenzio.
Una foto che non ne vuole sapere di venir bene.
La paura di restare un intero giorno in quel paese lontano 100 km dalla stanza del Best Western di Lisbona per colpa di un gelato.
Il conforto dell’ultimo treno, racchiuso nelle canzoni di un i-pod rosa.
La stanchezza mitigata dall’ appagamento.
Colonna sonora: Oriente (Niccolò Fabi)
La ricerca del silenzio.
Una foto che non ne vuole sapere di venir bene.
La paura di restare un intero giorno in quel paese lontano 100 km dalla stanza del Best Western di Lisbona per colpa di un gelato.
Il conforto dell’ultimo treno, racchiuso nelle canzoni di un i-pod rosa.
La stanchezza mitigata dall’ appagamento.
Colonna sonora: Oriente (Niccolò Fabi)