martedì 18 settembre 2007

E’ un gran sentimento l’incazzamento.
Un’esplosione emotiva estremamente interessante da osservare.
Ne sono stato vittima, artefice, a volte semplice osservatore.
Eppure questo Big Bang dei sensi ogni volta mi affascina.
Per amor di scienza e per scrupolo di coscienza ho provato a codificarlo.
Siano “D” l’azione esterna di disturbo ed “R”, la reazione a questo stimolo esterno.
Partendo dalla condizione zero di coccio di camula, si ha una crescita pressocchè lineare della condizione di fastidio.
Il tutto fino a generare uno stato costante di repulsione nell’intervallo di stimolo esterno, che va dal disturbo petulante (in gergo a “taddaridda”) alla vera e propria scocca di camurrìa.
Ecco dal momento in cui il fattore di disturbo viene percepito come scocca di camurrìa, succede un evento estremamente interessante.
E’ sufficiente infatti un modesto incremento dell’azione di disturbo per determinare una reazione sempre maggiore fino al limite massimo di sopportazione che è lo scassamento di minchia.
Da lì alla rottura di coglioni il passo è breve.
Ora la cosa ingegneristicamente degna di nota è l’impressionante somiglianza della legge d’incazzamento con il diagramma di rottura dell’acciaio di seguito riportato.

Se ne può dedurre, quindi, che per quanto uno abbia una pazienza di ferro, non state a rompergli le scatole !
Colonna sonora: Non ti sopporto più (Zucchero)
Etichette: ferro, pazienza, rottura.
cucinato da Bulgakov alle 20.56
